Porto dentro il cuore

come uno scrigno troppo pieno per chiudersi,

tutti i luoghi dove sono stato,

tutti i porti a cui sono arrivato

tutti i paesaggi che ho visto da finestre ed oblo’,

o da casseri, sognando,

e tutto questo, che e’ molto, e’ poco per quel che voglio.

F.Pessoa

venerdì 25 dicembre 2009

Tsfat e Shabbat

Per poter assistere ad una versione piu' radicale dello Shabbat, siamo arrivati nel pomeriggio di oggi 25 dicembre (Natale!!!) nella citta di Tsfat (o Safed, o Zefad), una delle 4 citta' "sante" per l'ebraismo (le altre sono Jerusalem, Hebron e ve lo dico un'altra volta perche' non mi sovviene adesso).

Qui vive una comunita' di ebrei ultraortodossi, caratterizzati dai boccolini, dall'abito nero e dai cappelli delle forme piu' disparate.
Quando siamo arrivati era appena iniziato lo Shabbat e siamo entrati in una piazza con un gruppo numeroso di ragazzi che ballavano, cantavano, pregavano festosi e, dall'altra parte di una tenda posta in mezzo alla piazza, stavano le donne silenziose a pregare rivolte verso un muro che (scopriro' poi) dovrebbe rappresentare il Muro del Pianto, il muro del tempio di Salomone a Gerusalemme. La piazza via via si e' animata di bambini: i maschietti con i boccoli o i ciuffi caratteristici, le femminucce vestite di nero. 
Tutta quest'esaltazione e questa esaltazione confesso che mi ha un po' colpito, cosi' come mi colpirebbe in un villaggio arabo.
Abbiamo gironzolato per la cittadina ma non ci hanno praticamente considerato, nemmeno i bambini che sono soliti essere curiosi ci hanno salutato o rivolto una parola, solo un ragazzo con la moglie ci ha incrociati e ci ha salutato con un "buonasera" in italiano per poi perdersi nelle strade affollate di gente.
Mentre ritornavamo verso il pullmino, c'e' stata un po' di agitazione ed e' comparso un ragazzo vestito in maniera del tutto normale, all'occidentale, armato con un fucile e sulle nostre teste ha iniziato a volteggiare un elicottero. Arrivati dal pullmino abbiamo trovato il nostro autista nascosto e chiuso dentro (autista arabo di religione cristiana.....) piuttosto agitato: dice lui (ma non so perche' mi puzza di frottola...boh...) che sono arrivati degli abitanti armati ed hanno circondato il furgone, probabilmente perche' era un mezzo sconosciuto e con la targa gialla (che permette di entrare nei territori occupati), ma non vedendo nessuno se ne sono andati. Appena siamo arrivati noi, ci ha fatto salire in fretta e siamo "scappati" via. 
Sono cosi' scettico perche' intorno a noi c'erano molte persone e molte famiglie tranquille che passeggivano e non ho comunque avverito tensione nell'aria, nonostante il giovanotto con il fucile sotto braccio... forse, non vivendo in una situazione instabile come questa non ho l'esperienza necessaria per capire quando tira una brutta aria...

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