Porto dentro il cuore

come uno scrigno troppo pieno per chiudersi,

tutti i luoghi dove sono stato,

tutti i porti a cui sono arrivato

tutti i paesaggi che ho visto da finestre ed oblo’,

o da casseri, sognando,

e tutto questo, che e’ molto, e’ poco per quel che voglio.

F.Pessoa

sabato 23 gennaio 2010

Betlemme

Penso di essere uno dei pochi visitatori di Betlemme che non parlerà (troppo) della Basilica della Natività, non tanto perchè non ci sia stato (una visita veloce per marcare presenza l’ho fatta) quanto per il fatto che ho rapidamente alzato i tacchi quando, dopo essere passato attraverso la sua minuscola e curiosa entrata (la Porta dell’Umiltà), ho impattato contro una interminabile fila eccitata e rumorosa di pellegrini in attesa di entrare nella Grotta della Natività.
La basilica è la chiesa più antica tuttora in funzione, voluta nel 326 d.C. Da Elena, madre di Costantino, che non è nuova a queste iniziative, infatti l’ho già citata nel blog quando vi parlavo della Basilica del Santo Sepolcro.
Poco sontuosa e con tetto di legno, questa antica chiesa colpisce per la sua semplicità, pochissimi pomposi arredi tipici della religione cattolica; sgomitando con giudizio, è possibile avvicinarsi ad un’apertura sul pavimento da cui è possibile ammirare un piccola porzione degli antichissimi mosaici che abbellivano il pavimento e che si sono persi nei secoli.

Questo è tutto quello che posso raccontare di questo luogo: troppa la confusione, troppo poca la mia sopportazione, così sono sgattaiolato via attraverso una piccola porticina laterale e, passando per l'adiacente chiostro francescano di epoca crociata, sono tornato alla grande piazza Mager Square (Piazza della Mangiatoia) che mi ha colpito più per l’enorme albero “pendente” che per la Basilica o la Moschea che fanno da cornice alla piazza.
Dopo aver aspettato pazientemente che l’omino mi servisse, ho comprato dei semi di zucca tostati (che ho capito dopo un bel po’ che potevo mangiarmeli con tutto il guscio e non dovevo impazzire per aprirli coi denti) e mi sono avventurato per le strade di Betlemme.

Apro una piccola parentesi.
Nel limite del possibile, provo a fare il viaggiatore con le mani in tasca: guida e macchina digitale infilati nei tasconi dei pantaloni e basta, un po’ per dare meno nell’occhio (che non è mai male) e un po’ per sentirsi “uno di casa” e confondermi maggiormente con le persone del posto (lo so, questa cosa suona probabilmente come una pippa mentale, ma mi fa sentire a mio agio!). Chiusa parentesi.


Con i miei semini ho gironzolato per le strade quiete popolate solo da palestinesi e, cosa gradita, pochi turisti. La città non mi ha dato particolari emozioni, ma ho apprezzato moltissimo il suq pieno di merce e di botteghe e il clima generale di tranquillità delle sue strade, sensazione probabilmente conseguenza del caos dentro la Basilica.


Una cosa mi ha colpito, i manichini femminili mascherati o decapitati che era facile vedere dalle entrate dei negozi di abbigliamento. La spiegazione che mi è stata data, non mi convince proprio: lo scotch colorato appiccicato sugli occhi dei manichini porta su scritto il nome del negozio e sarebbe quindi una forma di pubblicità... giustificazione datami da un negoziante a cui l’ho chiesto esplicitamente. Uhm... non lo so, ne ho visti troppi ed altri addirittura senza testa, tagliata via e non così di fabbrica... e solo di manichini di donne dalle forme slanciate e armoniose come delle modelle. Forse penso male, ma credo fosse una forma di censura, forse religiosa non so, ma è un’opinione che mi son fatto ma che non ha avuto alcuna conferma.
Nel tornare verso la piazza della mangiatoia, sono finito inevitabilmente nella rete di un venditore di souvenir che ha insistito molto affinché dessi un’occhiata al suo negozio e così ho dovuto ricorrere al solito stratagemma per visitare il negozio ma non comprare niente: è sufficiente far scattare la sana e cameratesca solidarietà tra maschi, ovvero, dire che si è sposati e che la moglie è in giro per la città a fare acquisti ed io, il marito, non ho i soldi per comprare niente e faccio fare tutto a lei. Credete che sia un’idiozia??? invece funziona spessissimo! Il ragazzo s’è fatto una ghignata e mi ha voluto a tutti i costi regalare due piccoli anelli e mi ha salutato con una pacca sulla schiena e una gioiosa risata.

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