Quando finalmente il tuo lungo viaggio ti porta a Gerusalemme, la prima cosa che ti colpisce e ti rimane impresso nella memoria sono le bianche e possenti mura che subito ti comunicano l’importanza del luogo che ti accingi a visitare.
Come forti braccia, le lunghe mura volute da Solimano il Magnifico nel XIV secolo proteggono i tesori più preziosi della città santa ed è possibile attraversarle solo attraverso otto delle nove porte: la porta di Damasco con il suo brulichio di mercanti e il quartiere vivace tutto intorno; la porta di Erode che conduce nel quartiere musulmano; la porta di Santo Stefano vicino cui fu ucciso il primo martire della cristianità e che conduce al Monte degli Ulivi; la porta d’oro di cui parlerò tra poco; la porta del letame, unico passaggio che consente ai non musulmani di accedere al Monte del Tempio; la porta di Sion che vide feroci ed aspre battaglie durante la prima guerra arabo-israeliana del 1948; la porta di Giaffa con il mio albergo proprio davanti :D; la porta nuova, discreta e piccina, la porta più moderna aperta alla fine del XIX secolo.Con una cifra irrisoria, è possibile fare una meravigliosa e panoramica (e vertiginosa) passeggiata sopra i bastioni, godendosi in tutta tranquillità la città vecchia da un altro punto di osservazione, sbirciando dentro case e cortili altrimenti inaccessibili. La camminata consente di vedere le grandi differenze (urbanistiche e di vita) dei diversi quartieri: rumoroso, vivace e zeppo di allegri bambini quello musulmano, inaccessibile quello armeno, altero quello ebraico, quieto quello cristiano.
La porta d’oro richiede un commento a parte perchè è l’unica che consentirebbe l’accesso diretto all’Haram ash-Sharif e attraverso cui gli ebrei credono passerà il Messia quando entrerà nella città e per impedirlo i musulmani decisero di chiuderla per sempre. Qualcuno pensa che nel VII secolo i musulmani, invece, la chiusero per sbarrare il passaggio ai non musulmani in modo da non permettere loro di accedere alla spianata sacra delle moschee. Altre fonti dicono che Gesù passò proprio attraverso questo varco accolto dallo sventolio delle palme degli abitanti di Gerusalemme.
Oggi si erge un po’ desolata, sopra un cimitero musulmano e fada supporto a qualche telecamera di video sorveglianza... forse una porta che si chiama Golden Gate meriterebbe un trattamento più dignitoso...
Oggi si erge un po’ desolata, sopra un cimitero musulmano e fada supporto a qualche telecamera di video sorveglianza... forse una porta che si chiama Golden Gate meriterebbe un trattamento più dignitoso...



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