Luogo più sacro degli ebrei, questa enorme parete è il centro del culto ebraico e nei miei giri per Israele ho scoperto che molti ebrei si orientano verso il Muro durante le loro preghiere, proprio come fanno i musulmani con La Mecca.
La prima volta che ho gironzolato nei pressi del muro, a cui è possibile arrivare solo passando attraverso il metal detector e l’ispezione dei militari, mi ha colpito il clima rilassato e conviviale con cui gli ebrei si comportavano: quando io entro in una chiesa, anche se non sono credente, assumo un atteggiamento rispettoso e mi astengo dal chiacchierare o telefonare come invece ho visto fare a moltissimi ebrei comodamente seduti davanti al muro.
Essendo di fatto un’enorme sinagoga, la piazza su cui si affaccia il muro è per ¾ riservata agli uomini e il restante spazio per le donne. Anche qui due atteggiamenti diversi: gli uomini cantano, si muovono curiosamente come se fossero in trance, dall’altra parte (dove però non sono potuto entrare) tutto è molto più raccolto e pacifico.
Sebbene li abbia notati di sfuggita all’inizio del viaggio, ho finalmente potuto osservare da vicino i paramenti che indossano i fedeli che si raccolgono in preghiera ed ho potuto chiedere spiegazioni: legano una piccola scatola nera divisa internamente in scomparti contenenti brani della Torah alla testa e ciò serve per la ragione; una scatola di fattezze analoghe viene legata al braccio “debole” in modo tale che sia posta all’altezza del cuore e ciò per rappresentare lo spirito, infine una lunga cinghia di cuoio è stretta intorno al braccio “debole” (quello che non viene utilizzato normalmente, quindi il sinistro per un destrorso e viceversa) per rappresentare la forza. Così agghindati pregano rivolti al muro del pianto muovendosi nel caratteristico modo avanti ed indietro. Ho notato che non tutti gli ebrei, però, usano questi ornamenti per la preghiera e non ne conosco il motivo.
Accanto al muro del pianto c’è una sala a cui è possibile accedere solo se si è maschi, perchè un tempo usato dai sacerdoti per accedere al tempio; entrandovi è possibile avere un’idea del fervore mistico degli ebrei, soprattutto quelli più ortodossi: moltissimi cantano e si agitano in maniera bizzarra e poco armonica... magari faccio male a scriverlo, ma mi ricordavano moltissimo le movenze di certe persone con handicap mentale che si muovono ossessivamente sempre nello stesso modo.
Facciamo un po’ di storia del muro.
Nato come muro di contenimento della spianata dove sorgeva il secondo tempio (il primo fu costruito da Salomone, figlio di David, nel 950 a.C. per custodire l’Arca con i 10 comandamenti e che fu distrutto nel 586 a.C. da Nabucodonosor il quale costrinse all’esilio gli ebrei), nel 70 d.C. i romani distrussero il tempio e costrinsero gli ebrei ad un ennesimo esilio. Avendo perso la cognizione di dove sorgeva il tempio, al loro ritorno a Gerusalemme gli ebrei evitarono intenzionalmente di calpestare la spianata per il pericolo di calpestare il punto più sacro di tutti, la Sancta Sanctorum del tempio, al quale potevano accedere solo i grandi sacerdoti. Presero allora a raccogliersi in preghiera presso il muro esterno che, a detta dei testi rabbinici, non veniva mai abbandonato dalla presenza divina.
Accanto al muro del pianto c’è una sala a cui è possibile accedere solo se si è maschi, perchè un tempo usato dai sacerdoti per accedere al tempio; entrandovi è possibile avere un’idea del fervore mistico degli ebrei, soprattutto quelli più ortodossi: moltissimi cantano e si agitano in maniera bizzarra e poco armonica... magari faccio male a scriverlo, ma mi ricordavano moltissimo le movenze di certe persone con handicap mentale che si muovono ossessivamente sempre nello stesso modo.
Facciamo un po’ di storia del muro.
Nato come muro di contenimento della spianata dove sorgeva il secondo tempio (il primo fu costruito da Salomone, figlio di David, nel 950 a.C. per custodire l’Arca con i 10 comandamenti e che fu distrutto nel 586 a.C. da Nabucodonosor il quale costrinse all’esilio gli ebrei), nel 70 d.C. i romani distrussero il tempio e costrinsero gli ebrei ad un ennesimo esilio. Avendo perso la cognizione di dove sorgeva il tempio, al loro ritorno a Gerusalemme gli ebrei evitarono intenzionalmente di calpestare la spianata per il pericolo di calpestare il punto più sacro di tutti, la Sancta Sanctorum del tempio, al quale potevano accedere solo i grandi sacerdoti. Presero allora a raccogliersi in preghiera presso il muro esterno che, a detta dei testi rabbinici, non veniva mai abbandonato dalla presenza divina.
La sua importanza come meta di pellegrinaggio ebbe inizio durante il periodo ottomano, quando gli ebrei venivano qui a piangere la perdita di ciò che ritenevano il luogo più sacro della loro religione, da qui il nome Muro del Pianto.
Avvicinandosi al muro è possibile scorgere nei suoi interstizi migliaia di bigliettini tenacemente incastrati: secondo una diffusa credenza, le preghiere inserite nel muro saranno esaudite.
Avvicinandosi al muro è possibile scorgere nei suoi interstizi migliaia di bigliettini tenacemente incastrati: secondo una diffusa credenza, le preghiere inserite nel muro saranno esaudite.
Ben altro clima si respira durante lo Sabbath. La piazza si affolla all’inverosimile di ebrei vestiti a festa, il livello di guardia dell’esercito diventa elevato, è impossibile bighellonare intorno al muro e se provi a fare delle foto c’è subito pronto qualcuno che ti prende per un orecchio.
Il fiume di gente che dal quartiere ebraico fluisce verso la piazza prospiciente il muro è veramente impressionante: tutto si chiude e il muro diventa il centro del mondo... infatti, sia i musulmani che gli ebrei considerano questo fazzoletto di terra il centro dell’universo.





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