Lo skyline della città per la quale sono state consumate (e si consumeranno ancora in futuro) feroci battaglie si presenta con qualche campanile (non molti per la verità) di chiese cattoliche, luterane ed ortodosse, da un po’ di minareti con gli inconfondibili neon psichedelici in cima (belin, fanno tuning ai minareti…..) e, soprattutto, dall’aurea Cupole della Roccia che, da sola, rappresenta e caratterizza il panorama della città.
In mezzo a questi luoghi simbolo dell’umanità, un dedalo di vicoletti e case ammassate le une sulle altre, un brulichio di turisti e pellegrini nelle strade stracolme di negozi, mentre sopra le loro teste fuggono dal caos e trovano pace gli abitanti e soprattutto i bambini di Gerusalemme. Le strade della città vecchia, hanno infatti una curiosa caratteristica: le viuzze sono coperte (probabilmente per fuggire dal caldo estivo) e esiste un mondo superiore (non nel senso mistico) in cui è possibile muoversi per la città senza incappare nella bolgia isterica che impazza di sotto. Dentro le mura esistono diversi quartieri, uno per fede religiosa: c’è il quartiere cristiano con il Santo Sepolcro; c’è il quartiere musulmano (il più grande) dove è più facile scivolare sulla biglia di qualche monello che gioca per la strada che comprare qualche souvenir per gli amici; c’è naturalmente il quartiere ebraico che è l’unico moderno in quando fu distrutto in seguito alle battaglie per la proclamazione dell’indipendenza del 1948; infine c’è il più discreto e misterioso quartiere armeno che, addirittura, viene chiuso alle prime ora della sera, una città dentro la città, insomma.
Giusto per non creare problemi di convivenza, i due quartiere antagonisti, quello jewish e quello musulmano condividono il Muro del Pianto e la Spianata delle Moschee anche se di fatto il controllo di tutta la città e di tutti gli accessi ai luoghi di culto è (militarmente) controllato dagli ebrei.
La prime volte che si cammina per Gerusalemme si resta stupiti di come sia possibile camminare nel quartiere ebraico, svoltare un angolo e trovarsi in pieno suq musulmano, fare pochi metri e dare una nasata nelle mura del Santo Sepolcro... con un po’ di attenzione, però, riesci a cogliere le differenze e ti accorgi del bailamme nella parte musulmana (aspetto tipico di ogni suq) e della “freddezza” ed austerità della parte ebraica... che, in fondo, sono le caratteristiche di chi le abita... la parte cristiana si perde nel mucchio, l’unica parte che la caratterizza è il Muristan (una piazza, o meglio, una via di fuga dai suq, fatta costruire da Carlo Magno per i pellegrini cristiani) nei pressi del sepolcro di Cristo.
Al calar della notte la città vecchia si spopola completamente, tutto ma proprio tutto è chiuso e le stradine (o le grotte), diventano silenziose ed anche un po’ angoscianti... lunghe, buie e silenziose (disseminate però di telecamere). Impossibile trovare ristoranti o posti per mangiare, si è costretti a migrare verso altri quartieri, certamente meno caratteristici ed intriganti.


Ciao Hcristian o uomo senza barba , mah.... lo sai che scrivi bene !
RispondiEliminaE poi , sì condivido sensazioni e commenti su luoghi e persone descritti.
E.
9 gennaio 2010.